28.07.2021

Ansia scolastica e fobia scolare: cosa fare?

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NB: Le informazioni riportate in questo articolo non sono giudizi medici e potrebbero non essere complete. L’articolo ha solo un fine informativo e non sostituisce il consulto medico.

Non voglio tornare a scuola!
La frase che ogni studente, a un certo punto del proprio percorso scolastico, ha pronunciato.
Ma se per molti ragazzi non si tratta di una frase da prendere troppo sul serio, per altri può nascondere un vero e proprio problema, che spesso viene ignorato o trascurato.

Parliamo dell’ansia scolastica e della paura di andare a scuola: la cosiddetta fobia scolare è una condizione che interessa sempre più adolescenti e che può avere forti conseguenze sulla loro salute fisica e mentale. [1]

Ma cerchiamo di capirne di più insieme: cos’è la fobia scolare e come si può risolvere?

 

Fobia scolare: cos’è e come riconoscerla

La fobia scolare, essenzialmente, è un disturbo dell’ansia che può colpire tutti gli studenti, dai bambini ai giovani adulti. Si tratta di una paura irrazionale e incontrollata, molto sentita per lo studente al solo pensiero di andare a scuola o di frequentare le lezioni in classe. [1]

Allo stesso modo di altri disturbi dell’ansia, la fobia scolare spinge lo studente a preoccuparsi in modo eccessivo, a rimuginare sui propri pensieri negativi, causando un senso di panico destabilizzante, di forte ansia o di stress generalizzato. [2]

L’ansia da scuola può svilupparsi in qualsiasi momento, ma è dimostrato che la fobia scolare ha una maggiore incidenza nelle tre fasi principali di ingresso scolastico:

  • all’inizio della scuola elementare (tra 5 e 6 anni);
  • nel passaggio alla scuola media (tra 10 e 11 anni);
  • con l’ingresso alla scuola superiore (tra 12 e 15 anni). [1][3]

Le cause dell’ansia scolastica possono essere molte, derivanti da fattori ambientali, eventi stressanti, difficoltà di relazionarsi, ottenere brutti voti o voler cambiare scuola. [2][3]

Non si tratta di una condizione così rara come sembra: in Italia si stima che fino al 5% dei ragazzi soffra di rifiuto scolare diagnosticato. [1] E con la didattica a distanza, circa il 24% degli studenti italiani ha sviluppato disturbi ansiosi e depressivi causati dal lockdown. [4]

 

Quali sono gli effetti della fobia scolare

La fobia scolastica influenza significativamente l’apprendimento ed il rendimento scolastico, ma ha anche un impatto sul fisico: dolori muscolari, mal di testa e mal di stomaco, tremori o vertigini, che portano anche a problemi nel sonno e nell’alimentazione. [2]

Se non è riconosciuta in tempo, l’ansia da scuola può portare lo studente a fare numerose assenze ripetute, a peggiorare il proprio rendimento scolastico o ad avere problemi relazionali in famiglia, con i professori e con i compagni, non riuscendo a fare amicizia. [1]

Nelle situazioni peggiori, la paura di andare a scuola può sviluppare problematiche più gravi che coinvolgono la sfera psicologica: una forte paura del giudizio e del confronto può portare a casi di fobia sociale, stati di depressione o disturbi della personalità. [2]

 

Ansia da scuola e didattica a distanza

Con il lockdown causato dall’emergenza sanitaria del 2020 e l’introduzione della didattica a distanza, il fenomeno dell’ansia scolastica ha visto un aumento senza precedenti. [4] Tra la pressione psicologica e l’isolamento forzato, molti adolescenti hanno dichiarato di:

  • aver avuto molte difficoltà di concentrazione durante le videolezioni;
  • aver meno voglia di impegnarsi nella didattica a distanza;
  • aver fatto tanta fatica ad adattarsi da remoto e ad interagire con gli altri;
  • aver stravolto le proprie routine di studio, del sonno e dell’alimentazione. [5]

Per alcuni, la didattica a distanza ha alleviato la paura di andare a scuola ma, d’altra parte, per altri è stata un motivo di ansia, depressione e sbalzi d’umore. [4] Viceversa, il ritorno a scuola per alcuni è stato piacevole, mentre per altri ha sollevato diversi problemi come il confronto con gli altri, la paura di non essere all’altezza, il giudizio dei genitori[2]

 

Combattere l’ansia scolastica: un nuovo inizio

Come riuscire ad aiutare uno studente che non vuole tornare a scuola?

I genitori devono interessarsi a ciò che sta succedendo, parlandone apertamente in modo che il ragazzo possa esprimere le proprie preoccupazioni, senza avere paura di essere giudicato. Inoltre, i disturbi d’ansia possono essere persistenti e invalidanti per molti anni, per cui è sempre necessario richiedere una valutazione professionale di un medico. [2]

Scoperto con cosa si ha a che fare, le soluzioni da valutare possono essere numerose.
Una di queste può essere un nuovo inizio: l’idea di cambiare scuola e trovare un nuovo contesto scolastico può portare una ventata d’aria fresca ad uno studente oppresso.

Affidarsi a docenti molto attenti al benessere degli allievi, che hanno a cuore la loro crescita professionale ed anche personale, studiare con altri ragazzi con gli stessi interessi, dedicarsi alle proprie attività preferite ed imparare una professione qualificata: questo è ciò che può darti il programma ReStart di CFP Trissino.

Un programma di orientamento e reinserimento scolastico per i ragazzi che vogliono cambiare scuola, dove il nostro personale dedicato potrà trovare il percorso di studi più adatto alle tue passioni e capacità. E aiutarti a ripartire con serenità verso il tuo futuro!

 


Note e riferimenti sitografici:

[1] Wikipedia, “Fobia scolare”, agg. 12 apr 2021: https://it.wikipedia.org/wiki/Fobia_scolare

[2] Save the Children, “Fobia scolare: come riconoscerla e affrontarla. 4 consigli pratici per genitori”, agg. 1 dicembre 2017: https://www.savethechildren.it/blog-notizie/fobia-scolare-come-riconoscerla-e-affrontarla-4-consigli-pratici-genitori

[3] Fondazione Zoé – Zambon Open Education, “Cos’è la fobia scolare? Come si manifesta?”, agg. 6 marzo 2015: https://fondazionezoe.it/2015/03/06/cose-la-fobia-scolare-come-si-manifesta

[4] Senato, “Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00396”, agg. 24 giugno 2021: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=18&id=1300351

[5] Istituto Mario Negri, “Ragazzi in quarantena: quali conseguenze nella quotidianità?”, agg. 25 maggio 2021: https://www.marionegri.it/magazine/quarantena-e-ragazzi