Maker e FabLab: la rivoluzione 4.0 dell’industria meccanica italiana

È un dato di fatto: il Made in Italy è una delle grandi certezze del nostro Paese.
Tra periodi di crisi e ripartenze, la ricchezza italiana è da sempre basata su un settore manifatturiero attivo, grazie al lavoro di piccole medie imprese e grandi industrie.

Negli ultimi decenni lo sviluppo digitale ha portato con sé grandi innovazioni nell’intero settore produttivo italiano, con l’ingresso di nuove tecnologie e opportunità di lavoro.
Se quindi, da un lato, ci aspettiamo di trovare ancora le PMI tradizionali e l’industria produttiva in larga scala, dall’altro sta emergendo una nuova realtà di imprenditori, start up e giovani lavoratori pronta a trasformare lo sviluppo economico e sociale.

Si tratta di Maker, di FabLab, di una rivoluzione 4.0: un vero e proprio movimento culturale basato su innovazione e tecnologia in una comunità sempre più internazionale. Una modalità di produzione mai vista prima, che integra meccanica industriale e fabbricazione digitale per la realizzazione di prototipi in piccole serie e progettazioni a basso costo.

Non si tratta di una realtà troppo remota: i “laboratori di fabbricazione” sono sempre più diffusi, dove gli “artigiani digitali” trovano rapido accesso ad attrezzature e processi per trasformare le loro idee in prodotti. Nel 2019, solo in Italia, ne erano già presenti 164.

Ad oggi i Makers sono considerati i protagonisti di una nuova potenziale rivoluzione industriale, dove le figure ricercate dalle aziende produttive sono quelle più specializzate e versatili. È qui che diventa importante chiedersi: chi sono i Makers? cos’è un FabLab?

Il Maker: cosa significa essere un artigiano digitale

I Makers, definiti come “artigiani digitali”, sono prima di tutto inventori.
Persone in grado di sfruttare le proprie competenze manuali e le ultime tecnologie per creare prototipi e progetti, funzionali poi ad una produzione industriale su grandi numeri.

La loro capacità sta nel realizzare prodotti che, qualche decina di anni fa, avrebbero richiesto costi e risorse ingenti: ci riescono integrando l’uso di macchinari meccanici tradizionali come macchine CNC, fresatrici e laser cutter, ad applicazioni digitali innovative come stampanti 3D, tecnologie IoT, hardware e software open source.

Le competenze trasversali che i Makers apprendono “facendo” sono tra le più varie: design, progettazione e prototipazione, modellazione 3D e CAD/CAM, programmazione informatica e PLC, basi di robotica e automazione ma anche di elettronica e meccanica.

Quello degli artigiani digitali è un solido fenomeno culturale che ogni anno si concretizza in Maker Faires presenti in tutto il mondo – come la Maker Faire di Roma. Questi eventi rappresentano un’opportunità fondamentale per incontrarsi, confrontarsi, scambiarsi idee e opinioni su scienza, tecnologia, creatività e innovazione.

Il FabLab: cos’è un laboratorio di fabbricazione digitale

Cerchiamo di definire cos’è un FabLab: dall’unione dei termini “Fabrication” e “Laboratory” si tratta di uno “spazio ibrido” tra un’officina artigianale e un laboratorio di ricerca e sviluppo. Qui avviene lo scambio di idee tra imprenditori e Makers che, grazie alle tante macchine per la fabbricazione digitale, producono progetti e prototipi di ogni genere.

Per essere definito tale un FabLab deve garantire la presenza di diversi macchinari meccanici, tra cui: macchine di taglio laser e per la stampa 3D, frese e plotter di varie dimensioni, attrezzature per costruire circuiti elettrici, macchine a controllo numerico e CNC. A questi si aggiungono tutta una serie di software e programmi open source per attività di programmazione, automazione, robotica e modellazione 3D, come i sistemi CAD/CAM.

Un FabLab può assumere diverse forme di business: può essere una piccola azienda di prototipi o di servizi ingegneristici e meccanici, può essere uno spazio coworking, può trovarsi in una struttura universitaria e può ricevere finanziamenti da fondi pubblici o privati.

Nello specifico, il Veneto è stata una delle prime regioni a riconoscere le potenzialità dei FabLab: dal 2015 sono stati stanziati fondi e finanziamenti per lo sviluppo di 18 laboratori digitali attivi nel territorio. Si è riusciti così a sostenere economicamente i FabLab già esistenti e quelli appena creati, favorendo l’incontro con le piccole medie imprese locali.

Diventare un Maker: la professione nell’artigianato digitale

Il mondo dell’artigianato digitale, per quanto in costante crescita ed evoluzione, resta comunque una realtà molto recente e a tratti acerba, soprattutto sotto l’aspetto formativo. In poche parole, ad oggi non esiste una “scuola ufficiale” per diventare Maker.

Certo è che, con le competenze tecniche e manuali richieste da questa figura di Artigiano e Operatore 4.0, un percorso di qualifica in un centro di formazione professionale possa rappresentare un ottimo punto di partenza.

Saper programmare macchine utensili e CNC come centri di lavoro e fresatrici, utilizzare software CAD 3D e CAD/CAM, creare disegni tecnici 2D e modelli tridimensionali con Autocad e Solidworks, usare la stampante 3D e saper utilizzare attrezzature per il controllo qualità: questo è ciò che offre la qualifica triennale per Operatore Meccanico di CFP Trissino, assieme alla specializzazione in Tecnico Meccanico prevista al quarto anno.

Una formazione professionale di alta qualità, dimostrata dal podio conquistato alle Olimpiadi della Macchina Utensile e Meccatronica nel 2017 e nel 2018, con la possibilità di proseguire gli studi in Università o ITS e, infine, diventare un Maker a tutti gli effetti.

6 miti da sfatare sull’Operatore Meccanico

C’era una volta… l’Operatore Macchine Utensili.
Uomo di una certa stazza, con una tuta blu dall’aspetto trasandato: stanco e affaticato, abituato alle mansioni pesanti ma allo stesso tempo annoiato dalla ripetitività del suo lavoro.
Non è l’inizio di una favola – questo è ciò che molti considerano ancora realtà.

L’immaginario comune legato all’Operatore Meccanico proviene da qualche decina di anni fa, quando macchinari utensili e sistemi informatici erano due mondi ancora distanti.
La vera svolta è iniziata con la diffusione delle tecnologie informatiche e digitali, che hanno portato all’evoluzione delle macchine utensili e a controllo numerico computerizzato.

Questa “rivoluzione digitale” nella produzione industriale ha trasformato i vecchi macchinari e cambiato enormemente il lavoro in fabbrica: riduzione della manodopera fisica, possibilità di effettuare più lavorazioni contemporaneamente e automazione dei processi di produzione.

La figura dell’Operatore Meccanico CNC è cambiata di pari passo: da semplice macchinista-tornitore-fresatore ha assunto sempre più responsabilità ed autonomia, diventando programmatore industriale e controllore dei processi produttivi.
E con l’avvento della nuova Industria 4.0 il suo ruolo è destinato a crescere ancora.

Purtroppo però è sempre facile cadere negli stereotipi di una volta: cerchiamo di capire quali sono i falsi miti sul lavoro di Operatore Macchine Utensili e di sfatarli una volta per tutte.

“Il lavoro di un Operatore CNC è monotono e poco creativo”
“L’Operatore Meccanico è un lavoro per soli uomini”
“Le mansioni di un Operatore CNC sono faticose e pesanti”
“L’ambiente di lavoro dell’Operatore Meccanico è sporco”
“Per fare l’Operatore Meccanico non serve una formazione”
“Come Operatore CNC non c’è possibilità di carriera”

“Il lavoro di un Operatore CNC è monotono e poco creativo”

Una delle impressioni più comuni è che l’Operatore CNC svolga un lavoro passivo: preparare la macchina, azionare la macchina, scaricare la macchina… e tutto qui.

Ma la realtà è diversa: l’operatore CNC è il primo responsabile del corretto funzionamento delle macchine in tutte le loro fasi e della conformità del prodotto finito. E a dirlo è proprio l’industria italiana di oggi, che chiede agli Operatori Meccanici di non lavorare solo con le mani ma di contribuire al miglioramento del processo produttivo con nuove idee e spunti.

Inoltre, tra gli OMU più appassionati emerge un pensiero comune: ideare, progettare e creare con le proprie mani un componente fisico da un semplice disegno è qualcosa di pressoché artistico. L’Operatore Meccanico, a partire da materie prime di scarso valore, riesce a dar vita a particolari meccanici da centinaia o migliaia di euro… come un artista!

“L’Operatore Meccanico è un lavoro per soli uomini”

In questa professione c’è sicuramente un divario tra uomini e donne, ma i numeri sono diversi dalle aspettative: in Italia infatti la presenza femminile nel settore metalmeccanico è del 19,4% sui lavoratori totali, con un’incidenza occupazionale del 26,6% nel settore manifatturiero. 1 metalmeccanico su 5 è donna!

La differenza fisiologica nella forza fisica tra uomo e donna non è più un limite cruciale: nel corso del tempo il lavoro dell’OMU è diventato meno legato alla fisicità. E anzi, l’Operatore Meccanico donna spesso si distingue per organizzazione, precisione e affidabilità sul lavoro, talvolta creando un ambiente più propenso all’ascolto e alla mediazione tra colleghi. Non dimenticando infine che si tratta di un lavoro sicuro, ben retribuito e con orari ben definiti, che può fare davvero la differenza nella vita familiare.

“Le mansioni di un Operatore CNC sono faticose e pesanti”

L’evoluzione tecnologica nella produzione industriale ha portato ad avere macchine utensili estremamente automatizzate, che riducono di molto lo sforzo fisico dei lavoratori.

Le attività di pura forza fisica sono state notevolmente ridotte: oggi il carico/scarico del materiale nelle macchine è automatizzato e la manutenzione degli utensili è limitata alla sola sostituzione dei componenti usurati. Lo sforzo principale sta nel lavorare in piedi per la maggior parte del tempo: un aspetto che in realtà è comune a tantissime altre figure lavorative come camerieri, commessi, parrucchieri…

È certo che, come in tutte le professioni, sia necessario un primo periodo per abituarsi alle specifiche attività: ma se il lavoro viene svolto correttamente e in sicurezza, saranno tempo ed esperienza a sostenere e modificare il fisico per adattarlo alle mansioni richieste.

“L’ambiente di lavoro dell’Operatore Meccanico è sporco”

Negli ultimi decenni, e in particolare a seguito della crisi sanitaria, per le industrie è sempre più importante adeguarsi alle regolamentazioni sanitarie e di sicurezza degli ambienti.

È un fatto sempre più riconosciuto che, nelle fabbriche, pulizia e ordine siano fondamentali dal punto di vista della sicurezza sul lavoro. Un ambiente immerso di polvere o scarti di produzione non è solamente dannoso per le persone, ma può anche compromettere lo stato dei macchinari e il prodotto finale.

Per gestire il problema ogni azienda è chiamata a predisporre l’analisi e la valutazione dei rischi per i lavoratori: tra i rischi da prevenire nell’area produzione troviamo i rumori interni, le vibrazioni meccaniche e i rischi chimici, ma anche l’analisi microclimatica e di illuminamento dell’area di lavoro.

“Per fare l’Operatore Meccanico non serve una formazione”

Non è possibile diventare Operatore Meccanico senza un adeguato percorso formativo.

Per questa professione sono fondamentali competenze meccaniche e tecniche, con delle conoscenze base di matematica per interpretare le istruzioni ricevute, comprendere i disegni tecnici 2D/3D e assicurarsi che i pezzi prodotti corrispondano ai progetti e rientrino nei limiti di tolleranza. Inoltre, per l’Operatore CNC sono necessarie competenze informatiche per gestire macchinari computerizzati sempre più complessi, dotati di software specifici che ne regolano il funzionamento come il linguaggio di programmazione ISO e i sistemi CAD/CAM.

CFP Trissino può garantire una formazione completa, qualificata e specializzata per diventare Operatore Meccanico, con la possibilità di inserimento in stage e apprendistato in aziende produttive d’eccellenza. Scopri il percorso formativo!

“Come Operatore CNC non c’è possibilità di carriera”

Una formazione tecnica specializzata e un’esperienza lavorativa solida fanno evolvere la carriera di un Operatore CNC in varie direzioni.

Espandendo le proprie competenze sui macchinari utensili è possibile diventare attrezzista e programmatore CNC: l’addetto alla preparazione delle attività di lavorazione che sa utilizzare specifici linguaggi industriali. Oppure, un OMU esperto può assumere col tempo incarichi di maggiore responsabilità e coordinamento delle lavorazioni in officina, e venire promosso a capo turno, capo reparto, fino a diventare responsabile della produzione. O ancora, può specializzarsi nella manutenzione dei macchinari utensili a controllo numerico, e diventare manutentore meccanico CNC e responsabile della manutenzione.

Per tutti gli Operatori Meccanici con meno di 24 anni, CFP Trissino dà la possibilità di frequentare il quarto anno di specializzazione e diventare Tecnico Specializzato in sistemi CAD/CAM e CNC: una qualifica che garantisce più sbocchi nel mondo del lavoro, la possibilità di lavorare all’estero o di proseguire gli studi all’Università o negli ITS.

Migliorare la Formazione a Distanza: vademecum per studenti

La formazione didattica a distanza è la grande novità di questo periodo scolastico.
L’emergenza Covid-19 non ha cambiato solo il modo di organizzare le interrogazioni, preparare le verifiche e partecipare alle lezioni: la nostra routine quotidiana è la vera protagonista di questo stravolgimento.

Di questi tempi, la casa si è trasformata in spazio-multiuso dove spesso diventa difficile anche solo orientarsi: la mattina è un’aula scolastica, poi diventa una sala studio, ma anche una “caffetteria virtuale” per stare con gli amici, ma spesso è pure una palestra, e a fine giornata è il luogo in cui riposare. Lo spazio, però, resta sempre lo stesso.

Per questo, pur non uscendo di casa, è necessario integrare la nuova realtà della scuola a distanza alle nostre vecchie abitudini: trovare la routine che fa per noi, che possa farci star bene e vivere le giornate con serenità è ciò che può davvero fare la differenza.

Ecco 15 consigli e soluzioni per gli studenti su come migliorare la formazione a distanza.

 

Creare la tua stanza studio perfetta

  1. Cerca un’area tranquilla e senza distrazioni: è il primo passo fondamentale. L’obiettivo è seguire lezioni e laboratori online indisturbato, sia da animali domestici che da parenti. Può essere la tua camera o una qualsiasi stanza lontana da spazi comuni come cucina o salotto.
  2. In base a quanto è grande la tua camera o il tuo spazio, ti suggeriamo di posizionare una scrivania o un tavolo ampio e una sedia comoda, magari con un cuscino da collo o lombare.
  3. Posiziona lì tutti gli strumenti necessari per uno studio comodo e produttivo, e avere sempre tutto a portata di mano. Per mettere in ordine documenti, libri di testo e appunti, puoi usare delle mensole, delle librerie o dei cassetti da mettere vicino alla tua area studio.
  4. Se la postazione non è vicino a una finestra o non ha la giusta illuminazione, ti consigliamo di prendere in prestito qualche lampada da scrivania o da terra. Un ambiente accogliente e illuminato può contribuire alla qualità del tuo studio.
  5. Se possibile, ti consigliamo di usare un PC: è lo strumento che ti permette di fare più cose in assoluto e ti consente di avere uno spazio autonomo e dedicato allo studio.

 

Come affrontare la videolezione online

  1. È sempre meglio collegarsi qualche minuto prima dell’inizio della lezione, così da risolvere eventuali problemi di rete, di audio o di video, ed essere pronti all’avvio. Se entri in ritardo… capita! Ti consigliamo di scusarti via chat e non via microfono, per non disturbare la lezione in corso.
  2. All’inizio di ogni lezione i professori fanno l’appello: questo perché le assenze vengono registrate come da prassi. La Formazione a Distanza è scuola a tutti gli effetti: è meglio non superare le 25% ore di assenza, potresti rischiare la bocciatura!
  3. Controlla l’inquadratura della videocamera prima della lezione: i docenti preferiscono vederti bene e interagire con la classe. La telecamera dovrebbe inquadrarti in primo piano, senza mostrare troppo la stanza, per rispettare la tua privacy e quella degli altri.
  4. Controlla di tenere disattivato il microfono quando non parli: spesso ci sono tanti rumori di fondo (o frasi che sarebbe meglio non sentire) che disturbano la qualità dell’audio. Usa cuffie con microfono: in questo modo l’audio è più nitido e riesci a seguire ed interagire meglio.
  5. Anche se siamo in videolezione, cerca di non presentarti appena uscito dal letto, in pigiama o con i capelli spettinati… non è molto rispettoso! Come si faceva in classe, è bene non mangiare e non usare il telefono. Ci sono le pause proprio per questo!

 

Orari e tempi: la corretta pausa studio

  1. La sera preparati lo “zaino ideale” con ciò che ti serve, mentre la mattina alzati con calma, preparati una buona colazione e vestiti con ciò che ti piace, come se dovessi uscire di casa. Non è molto, ma può aiutarti a rendere le giornate un po’ meno monotone.
  2. Tra una lezione e l’altra cerca di distrarti un po’: le scuole hanno ridotto i minuti di lezione o aumentato le pause tra una lezione e l’altra, per far riposare i ragazzi e non far tenere gli occhi sullo schermo per troppo tempo. Al CFP Trissino facciamo pause ogni 2 ore!
  3. Allo stesso modo, ci vuole proprio un po’ di disintossicazione tecnologica dopo la mattinata! Terminate le videolezioni e i laboratori online ti sconsigliamo di attaccarti subito al computer, al telefono o al tablet per possibilmente una o due ore.
  4. Dopo essere stato fermo per ore, sarebbe bene fare una passeggiata o sgranchire un po’ le gambe, come quando andavi e tornavi da scuola – oltretutto fa bene anche all’umore.
  5. Durante il giorno ricordati di mangiare e bere regolarmente tra una lezione e l’altra e, una volta finiti compiti e laboratori, di prenderti il tuo tempo libero per rilassarti, fare quel che ti piace e interagire con gli amici (anche online).

Il lavoro dell’Operatore Meccanico tra novità e innovazione

Se si pensa alla figura dell’operatore meccanico, spesso capita di avere in mente un’immagine che si discosta dalla realtà di oggi, come quella un operaio in un camice impregnato di olio e spossato dal pesante carico di lavoro della giornata.

Per anni è stato considerato un “lavoro sporco”: l’idea di doversi sporcare le mani e di affrontare turni di lavoro pesanti ha fatto sì che, a lungo andare, la professione sia diventata sempre più rara e, allo stesso tempo, ricercata nel mondo del lavoro.

Al contrario, con il passare degli anni la meccanica ha dovuto mantenere il passo con le nuove tendenze rivolte all’automazione industriale: è un dato di fatto che, oggi, la nuova figura dell’operatore meccanico non richiede solo delle capacità manuali, ma anche delle profonde conoscenze tecniche.

Si tratta di una professione a tutto tondo, che è riuscita a riqualificarsi nel nuovo sistema industriale ed è destinata ad essere al centro delle fabbriche produttive dell’oggi e del domani.

Nelle fabbriche tradizionali, l’operatore meccanico è lo specialista degli aspetti meccanici dei settori produttivi e dei diversi impianti industriali; mentre nel futuro mondo dell’Industria 4.0, l’operatore meccanico si arricchisce di competenze informatiche e di automazione industriale, diventando una figura chiave nella conduzione e manutenzione di sistemi ad alta automazione.

Ma quindi, che altro c’è da sapere sulla figura più ricercata del settore industriale e manifatturiero?

 

L’Operatore Meccanico: cos’è e cosa sa fare

L’operatore meccanico è una figura professionale con competenze specifiche nel campo della meccanica. Lavora assieme ad ingegneri e tecnici in numerose fasi: dalla progettazione, produzione e montaggio di componenti meccanici, all’installazione, gestione e manutenzione di macchine utensili, di sistemi di automazione e di impianti di produzione industriale.

Nello specifico, nelle fasi di progettazione è possibile ritrovare la figura dell’operatore meccanico nella creazione di disegni tecnici 2D e 3D secondo le specifiche di progetto con sistemi CAD CAM, e nello svolgimento di test ed analisi sui prototipi da industrializzare.

Le successive fasi di produzione includono lavorazioni meccaniche tramite macchine CNC e macchine utensili tradizionali come fresatrici, saldatrici, o macchinari da banco, fino al controllo qualità, all’assemblaggio e al montaggio di componenti meccanici e di prodotto finito.

Chi decide di diventare un operatore meccanico spesso ha una particolare propensione per le materie tecniche, scientifiche e tecnologiche necessarie a mantenere l’interesse per le attrezzature meccaniche, e al disegno tecnico, utile in fase di progettazione.

L’attitudine alla manualità e alla progettazione, assieme all’organizzazione delle fasi produttive, sono ciò che completa la figura per l’inserimento nel mondo professionale. Il tocco in più è dato dal saper utilizzare i sistemi informatici e dall’interesse verso le nuove tecnologie per l’automazione industriale, in costante evoluzione.

 

Il lavoro e il futuro dell’Operatore Meccanico

La formazione di un operatore meccanico è particolarmente valida perché termina in un diploma finito, che non ha bisogno di continuazione in studi tecnico-universitari.

Infatti, subito dopo la qualifica, gli sbocchi professionali sono numerosi: nelle industrie manifatturiere metalmeccaniche e meccatroniche, nelle industrie che trattano macchinari e impianti automatizzati, negli studi tecnici di progettazione… E, in generale, in qualsiasi stabilimento produttivo che utilizzi macchine e impianti automatici: nel settore chimico, tessile, automobilistico, alimentare, e così via.

Soprattutto in questi anni, gli operatori meccanici sono le figure che le aziende cercano e che spesso non trovano in numero sufficiente: la domanda industriale è quella di tecnici capaci di misurarsi in sistemi sempre più informatizzati e digitalizzati, che abbiano le competenze professionali necessarie per la nuova Industria 4.0.

Nonostante il clima incerto che, ancora ad oggi, sta rivoluzionando la vita delle imprese, è certo che la ripartenza delle industrie passerà sempre attraverso competenze tecniche specifiche: la capacità di inserirsi in modo immediato e produttivo oggi può fare la differenza per un’azienda che è alla ricerca di innovazione, competitività e crescita.

Per questo, la formazione meccanica è fondamentale per il sistema industriale locale, che in Veneto continua ad essere cruciale: quella dell’operatore meccanico è una figura necessaria in tutte le aziende manifatturiere presenti nelle maggiori città come Vicenza, Verona, Padova, Mestre, per citarne alcune.

 

Diventare Operatore Meccanico al CFP Trissino

Il percorso formativo di Operatore Meccanico del CFP Trissino rappresenta un’opportunità unica per i ragazzi, offrendo loro un lavoro sicuro ed ottime opportunità di carriera.

Infatti, grazie al supporto che CFP Trissino dà alle aziende del territorio nella ricerca di personale tra gli allievi neodiplomati e neo qualificati, molti studenti trovano lavoro in brevissimo tempo, dopo il diploma ma spesso anche prima di concludere gli studi.

Il corso permette di testare le proprie abilità sul campo con 990 ore di formazione e 200 ore di stage in azienda, senza contare le numerose possibilità di partecipare a concorsi ed eventi esterni: possiamo contare ben due vittorie consecutive in occasione delle Olimpiadi della Macchina Utensile e Meccatronica, nel 2017 e nel 2018.

Inoltre, per chi già possiede una qualifica triennale di operatore meccanico, al CFP Trissino è possibile frequentare il quarto anno ed ottenere il diploma di Tecnico Specializzato in sistemi CAD/CAM e macchine CNC: una delle figure specializzate più richieste dalle aziende del territorio.

Il Diploma Professionale di Tecnico Meccanico Specializzato al 4° anno: cosa c’è da sapere

Quando si parla del settore della meccanica in Italia, non tutti sanno che l’industria meccanica italiana è seconda in Europa solo a quella tedesca: questa incide per oltre un quarto del PIL italiano e rappresenta quasi il 50% dell’industria manifatturiera totale, con oltre 105mila aziende meccaniche presenti in Italia e 1,6 milioni di addetti.

In particolare, il settore della componentistica meccanica altamente specializzata ha una posizione rilevante nell’industria italiana ed europea: per questo motivo, il mondo del lavoro cerca sempre più figure professionali con una preparazione meccanica fortemente specialistica, che includa anche competenze trasversali innovative nell’ambito dell’elettronica, della meccatronica e dell’automazione.

Una specializzazione tale può essere raggiunta e verificata grazie all’EQF, il sistema di riferimento per le qualifiche professionali tra i diversi Paesi europei: nello specifico, una delle specializzazioni degne di nota per i meccanici è data dal diploma di Tecnico per la programmazione e gestione di impianti di produzione, che conferma il 4° livello EQF.

Anche al CFP Trissino, il cosiddetto “quarto anno” di specializzazione fornisce competenze nel campo soprattutto del CAD 3D, CNC e CAD/CAM a studenti che già possiedono la qualifica triennale di Operatore Meccanico: il corso è rivolto a ragazzi con età inferiore ai 24 anni e con qualifica, che desiderano fare una specializzazione sul campo per raggiungere un grado lavorativo più alto in molti settori industriali.

Ma quali sono i vantaggi per cui è utile proseguire la qualifica triennale con il quarto anno di Tecnico Meccanico ad indirizzo sistemi a CNC e sistemi CAD/CAM?

 

Qualifica di Operatore Meccanico e Diploma di Tecnico Specializzato: le differenze

La qualifica che si ottiene al 3° anno è quella di Operatore Meccanico, la figura professionale che esegue il processo di produzione in un’officina meccanica, con autonomia e responsabilità connesse ad una serie di procedure e gerarchie operative.

Le competenze acquisite nell’uso di strumenti e nozioni gli permettono di svolgere attività strettamente legate alla produzione meccanica, come lavorazioni di pezzi e componenti, montaggio dei particolari, approntamento e conduzione di macchine ed attrezzature, controlli e verifiche di conformità delle lavorazioni assegnate.

Il lavoro che l’Operatore Meccanico ricopre solitamente è l’operatore alle macchine utensili tradizionali e a controllo numerico e/o il manutentore di impianti oleodinamici e pneumatici.

Il diploma professionale del 4° anno dà la qualifica di Tecnico per la programmazione e gestione di impianti di produzione: le materie di studio riguardano oltre all’acquisizione di competenze trasversali, competenze tecnico professionali in ambito di progettazione CAD 3D, programmazione CAD/CAM e programmazione CNC.

Il titolo di Tecnico consente di gestire attività lavorative di maggiore responsabilità e numerose mansioni diverse: dalla progettazione, al collaudo e alla manutenzione di impianti automatizzati fino alla gestione delle fasi di produzione. Per fare ciò, il Tecnico utilizza strumenti informatici integrati attraverso l’uso di software di CAD 3D, CAD/CAM e CNC.

Molti diplomati possono diventare presto tecnici della gestione dei fattori produttivi, disegnatori tecnici, attrezzisti di macchine utensili o meccanici di precisione.

 

Le opportunità lavorative per il Tecnico Meccanico Specializzato

Oltre ad essere un titolo valido per l’accesso all’ultimo anno del percorso di qualifica quinquennale, il diploma di Tecnico Specializzato in CAD/CAM e CNC crea una figura professionale polivalente, che riesce ad inserirsi facilmente in diverse aziende produttive spesso caratterizzate da una rapida evoluzione tecnologica e nell’organizzazione del lavoro.

Il Tecnico Specializzato lavora con un alto grado di autonomia nella produzione automatizzata, trovando le migliori soluzioni ed occupandosi dell’organizzazione operativa delle lavorazioni. Inoltre, con il suo livello di specializzazione, riesce ad implementare procedure di miglioramento continuo, del monitoraggio e della valutazione dei risultati, prendendosi le responsabilità delle attività dei suoi sottoposti.

Il tasso di occupazione a 4 mesi dal diploma è del 100%: può trovare facilmente impiego presso aziende produttive di grandi impianti automatizzati e robotici, in aziende del settore elettrico ed elettronico, in aziende legate alla gestione e manutenzione di sistemi applicativi, nelle imprese di manutenzione di impianti automatizzati, nelle imprese artigiane ad elevata innovazione tecnologica e in molte altre realtà del settore manifatturiero.

 

Diventare Tecnico Specializzato di 4° Livello EQF a CFP Trissino

Per chi possiede una qualifica triennale di Operatore Meccanico e ha meno di 24 anni, a CFP Trissino è possibile raggiungere il 4° livello EQF ed ottenere in un anno il diploma di Tecnico per la Programmazione e Gestione di Impianti di Produzione, specializzato in sistemi CAD/CAM e macchine CNC.

Si tratta di un corso finanziato e gratuito che, con 490 ore in aula e 500 ore in azienda, permetterà di concludere il proprio percorso formativo con l’alternanza scuola-lavoro o l’apprendistato presso un’azienda manifatturiera del territorio.

Le iscrizioni vanno effettuate entro il 31 luglio presso la Segreteria Didattica della Scuola di Formazione Professionale – Fondazione Casa della Gioventù, in Via Giovanni XXIII 2 a Trissino (36070, VI), oppure via telefono al numero 0445/962022, via fax al numero 0445/962193, via mail all’indirizzo info@cfptrissino.it.

Per informazioni approfondite è possibile contattare Gian Paolo Simonelli al 0445/962022.

Robotica educativa: quali sono i robot didattici più usati?

I robot sono gli amici di plastica con cui è bello stare

riporta Firefox, la multipiattaforma web browser, in un codice HTML nascosto.
Ma non solo: i robot sono ottimi aiutanti nella didattica scolastica di ogni genere e grado, tant’è che il concetto di robotica educativa non è più così fantascientifico.
Infatti, studiare la robotica è importante a livello di apprendimento generale per lo sviluppo di nuovi metodi di ragionamento, sperimentazione e studio, basati sui concetti di problem solving e learn by doing.
Oltre a favorire un atteggiamento di apertura ed interesse per le cosiddette discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica), lo studio e l’utilizzo dei robot educativi è un ottimo metodo per imparare divertendosi.
Può allenare i più piccoli nell’apprendimento di competenze logiche e creative fornendo elementi di studio legati a coding e pensiero computazionale, mentre ai più grandi può aprire la strada a percorsi di robotica avanzati e far costruire veri e propri automi.

I robot educativi al CFP Trissino

Il corso per operatore elettrico e robotica del CFP Trissino è in grado di formare figure professionali del comparto meccatronico, specializzate nella costruzione ed installazione di macchinari automatizzati e robotizzati. Non a caso, il nuovo laboratorio di robotica educativa presenta le più innovative strumentazioni didattiche!
L’utilizzo dei robot educativi permette di fornire le competenze basilari per l’apprendimento della domotica e delle più complesse automazioni industriali che verranno affrontate al secondo e al terzo anno.
La robotica si rivela determinante per una qualifica professionale coerente con le esigenze del mercato del lavoro nell’era dell’information technology!

Lego Mindstorms Education EV3
Lego Mindstorms è una delle serie più utilizzate nel contesto della robotica educativa.
Il kit, composto da oltre 600 pezzi in plastica intercambiabili, consente di progettare, assemblare e programmare 17 modelli di robot educativi diversi tra loro.
Grazie ad una connessione WIFI o USB ed al software di programmazione incluso, bastano solo 20 minuti per realizzare la prima creazione e dare vita al proprio robot dalle sembianze animali.
Questa versione presenta dei nuovi sensori infrarossi per il tatto ed il colore, assieme ad altri elementi aggiuntivi che conferiscono potenza e velocità ai robot.
Ma la vera novità sono i mattoncini intelligenti EV3: grazie a questi è possibile aggiungere delle azioni e dare comandi ai mattoncini stessi, potendo eseguire il debug senza alcun collegamento al computer.

Fischertechnik
Fischertechnik è un marchio brevettato da Artur Fischer e prodotto in Germania.
È stato utilizzato dalle scuole per quasi cinquant’anni in tutto il mondo, per inserire gli studenti nel mondo della robotica e permettere loro di costruire e programmare i propri modelli robotici attraverso i primi computer. Allo stesso modo, viene usato ancora oggi per insegnare i concetti di motorizzazione ed automazione.
Nello specifico, i kit robot educativi Fischertechnik sono utili ad affrontare le discipline STEM con attività pratiche che troveranno riscontro nei settori di elettronica, meccanica, fisica, pneumatica, energie rinnovabili, ottica e molti altri.
Inoltre, alcune linee di modelli e kit pre-assemblati sono sviluppati per la simulazione e l’addestramento lavorativo di attività legate a numerosi settori industriali: una concreta ed efficace possibilità per gli studenti per prepararsi all’ingresso nel mondo del lavoro.

robot educativi lego mindstorms ev3

Robot educativi per l’infanzia

Lego WeDo 2.0
Il marchio danese Lego si fa strada nel mondo della robotica con la serie WeDo 2.0, un kit robot utilizzabile dai bambini delle scuole primarie. La sua programmazione è strutturata a difficoltà crescente ed è realizzabile via Bluetooth, attraverso un software dedicato oppure utilizzando Scratch, un noto linguaggio di programmazione a blocchi comunemente utilizzato per insegnare le basi del coding.

Dash and Dot
Sviluppati dall’americana Wonder Workshop, la coppia di robot si rivolge ad un pubblico di bambini ed è formata da due modelli programmabili singolarmente o in coppia. Alti una decina di centimetri, possono interagire con l’ambiente esterno ed assumere le sembianze di piccoli automi o animali. La programmazione avviene da tablet, tramite l’uso di cinque app, o manualmente attraverso i pulsanti direzionali.

Bee Bot e Blue Bot
Per apprendere delle basi di logica e calcolo sin dalla tenera età, TTS Group ha creato i due robot educativi Bee Bot e Blue Bot. La prima è una vera e propria ape robotica, che va programmata attraverso l’utilizzo dei tasti direzionali, e che può eseguire fino a 40 movimenti diversi. Blue Bot ha le stesse funzioni di Bee Bot, ma è programmabile anche da dispositivi mobili attraverso un’app gratuita.

mBot
Il lavoro di Makeblock si è concretizzato in mBot: un kit che promette ai bambini di progettare ed assemblare il loro primo robot in 10 minuti. Il kit consente di creare robot su ruote dalle diverse caratteristiche: robot da calcio o da sumo, robot segui linea o anti ostacolo, e molti altri. Sono tutti programmabili con il software della casa produttrice mBlock e controllabili da cellulare, tablet o telecomando.

robot educativi pepper androide

Robot didattici umanoidi

Nao
È uno dei robot più famosi ed è presente in 70 istituti al mondo: si chiama Nao.
Creato dalla rinomata Aldebaran Robotics, viene considerato il social robot più evoluto disponibile in commercio: un androide open source di 58 centimetri dotato di videocamere e sensori per interagire con l’ambiente esterno.
Oltre ad essere poliglotta, viene utilizzato nel contesto didattico per l’insegnamento di materie quali informatica, matematica o scienze. Inoltre, grazie al software ASK (Autism Solution for Kids), sostiene metodi di insegnamento legati a tali condizioni.
Per programmarlo si utilizza Choregraphe, un ambiente di programmazione intuitivo ed adatto ai più giovani, dove non è necessario sapere alcun codice informatico.

Pepper
In collaborazione con la giapponese Softbank, Aldebaran Robotics produce Pepper.
Programmabile con un software SDK intuitivo, Pepper è un robot androide alto 120 centimetri che pesa 28 chilogrammi, è connesso ad internet e resta attivo per 14 ore.
È il primo robot umanoide in grado di percepire le emozioni ed adattare i propri comportamenti allo stato d’animo di chi lo circonda.
Si muove su ruote ed interagisce tramite un tablet, tre fotocamere e quattro microfoni direzionali in grado di rilevare la provenienza del suono, analizzare il tono di voce ed interpretare lo stato emotivo dell’interlocutore.
Può muoversi in tutte le direzioni a tre chilometri orari ed è dotato di sensori laser, sensori ad ultrasuoni e rilevatori di ostacoli. I suoi numerosi motori gli conferiscono le abilità di muovere testa, schiena, braccia e dialogare in diverse lingue.

Il coding a scuola: significato e perché farlo

Coding a scuola: perché farlo? Al CFP Trissino il coding è fondamentale per chi affronta la robotica educativa nell’ambito del corso di operatore elettrico ed automazione.
In un contesto che sarà sempre più dominato da elettronica e tecnologia, sviluppare competenze come la programmazione informatica, il coding e il pensiero computazionale, è un enorme vantaggio competitivo.

Vediamo insieme cos’è il coding e in che modo può essere un investimento per il proprio futuro professionale.

 

Coding: significato

Coding è un termine inglese che significa “programmazione“. La programmazione informatica è una vera e propria lingua, una scrittura in codice che consente agli utenti di interagire con computer, robot o sistemi automatizzati, per assegnare l’esecuzione di comandi e compiti.

Il coding a scuola permette ai ragazzi di imparare i linguaggi di programmazione in modo semplice ed intuitivo: utilizzando tablet o computer ci si può esercitare con applicazioni interattive a blocchi, in alcuni casi simili a dei giochi. Ad ognuno di questi blocchi corrisponde un codice preciso in linguaggio di programmazione (citiamo un esempio conosciuto: JavaScript) ma che, utilizzando il coding, non sarà necessario digitare.

Il coding si basa sul pensiero computazionale, ovvero l’insieme dei processi mentali che analizzano la struttura di un problema e ne tentano la risoluzione tramite una serie di procedure logiche e creative.

 

L’utilità del coding e le opportunità per il futuro

Negli ultimi tempi si sente spesso parlare dell’introduzione del coding come disciplina di insegnamento nei diversi gradi di istruzione. Non c’è da stupirsi: nel mondo il pensiero computazionale ha preso il posto di quarta abilità di base (assieme a scrittura, lettura e calcolo)!

Nell’ambito scolastico, il coding è estremamente utile per sviluppare diverse abilità correlate:

  • Permette di acquisire competenze trasversali date dalla memoria, dalla concentrazione e dalla logica.
  • Stimola l’attitudine al problem solving attraverso la ricerca autonoma di nuove soluzioni a fronte di tentativi ed errori.
  • Favorisce lo sviluppo dei processi logici e creativi attraverso la scomposizione dei problemi in più parti per una risoluzione a step.

In futuro, le competenze digitali saranno sempre più utili per i giovani di oggi, soprattutto se apprese alle scuole superiori: la digitalizzazione è destinata a crescere e la società ad adattarsi di conseguenza, garantendo ottime opportunità lavorative per chi saprà interagire in modo attivo con la tecnologia.

Il coding, infine, riunisce un’intera comunità a livello internazionale e globale, a prescindere da vincoli linguistici e di settore.

 

CFP Trissino e il coding a scuola

Al CFP Trissino il coding è una disciplina fondamentale per chi affronta la robotica educativa, nell’ambito del corso di operatore elettrico ed automazione.

I ragazzi, infatti, utilizzano il coding per far eseguire determinate azioni ai robot didattici a disposizione nel nostro laboratorio di robotica educativa: si tratta di kit Lego e Fischertechnik, pensati appositamente per la didattica ed intuitivi nell’assemblaggio e nella programmazione.
I ragazzi possono così vedere dal vivo il risultato del loro esercizio, invece di limitarsi a visualizzarlo su uno schermo, e vengono aiutati nello sviluppo del pensiero computazionale.

In un mondo caratterizzato dalla crescente digitalizzazione dello studio, del lavoro e dei servizi, approcciarsi al coding diventa un’esperienza preziosa per tutti. Affrontare questa disciplina già a scuola significa investire nel proprio futuro professionale ed ottenere un enorme vantaggio competitivo.

Mini stage online: per una scelta consapevole della scuola superiore

Nel percorso formativo di ogni studente, l’orientamento scolastico è essenziale per comprendere ed analizzare sé stessi, prendere consapevolezza delle proprie potenzialità e pianificare dei progetti a lungo termine. Orientarsi presuppone una serie di passaggi, dalla ricerca di informazioni alla riflessione sui propri interessi, fino alle diverse possibilità di confronto diretto con potenziali insegnanti e compagni di scuola futuri.

Nella situazione di emergenza che stiamo vivendo, la vita scolastica di ogni giorno ha subito un completo stravolgimento in un clima di incertezza e di continuo cambiamento. Ma proprio in questo momento è necessario ricordare un principio fondamentale: la formazione è una tappa fondamentale e imprescindibile del cammino di ognuno.

Per questo la scuola ha dovuto rinnovarsi, attivando metodi nuovi di comunicazione a distanza per lo studio e l’orientamento scolastico, che resta l’attività più importante per guidare studenti e genitori nella scelta del percorso formativo più adatto.

 

Quando l’importante è partecipare

La scelta della scuola superiore si basa su diversi criteri soggettivi ed oggettivi: tra questi, le offerte di lavoro disponibili dopo il diploma, gli interessi e le passioni personali, il valore aggiunto della scuola scelta (laboratori, materie di studio, sessioni pratiche…) e molti altri.

Tutti i criteri di scelta vanno considerati con la stessa importanza: ma non è un caso che la probabilità di successo scolastico dipenda dalla scelta di una scuola che interessa, dove lo studente sia disposto ad impegnarsi in prima persona per affrontare sfide e difficoltà e creare il proprio percorso di apprendimento e miglioramento.

Per questo motivo, in fase di orientamento deve essere garantita la partecipazione attiva dei ragazzi, affinché riescano a sentirsi parte decisionale nella scelta della scuola superiore.
Poter esplorare in prima persona il proprio potenziale percorso scolastico può consentire ai ragazzi di prendere una decisione consapevole per il proprio futuro.

 

CFP Trissino e i mini stage online

I mini stage, una delle principali iniziative di orientamento del CFP Trissino, quest’anno si svolgeranno online attraverso le lezioni di formazione a distanza.

I ragazzi interessati potranno partecipare ad una lezione a distanza specifica per ogni corso: durante questa opportunità avranno modo di familiarizzare con le principali tematiche dei diversi percorsi di studio, avranno la possibilità di interagire con studenti e insegnanti, e vivere in prima persona la scuola e la formazione a distanza da “futuro studente”.

I genitori avranno inoltre la possibilità di partecipare ad un incontro di orientamento scolastico online, dove i docenti orientatori potranno rispondere a tutti i dubbi e le domande di genitori e ragazzi ed illustrare l’organizzazione generale dell’Istituto.

Vuoi prenotare il tuo mini stage online?
Contatta l’Ufficio Orientamento allo 0445 962022, allo 327 1323022 o via e-mail a orienta@cfptrissino.it, che provvederà a concordare con i docenti di riferimento le migliori modalità di partecipazione per il corso scelto!

L’orientamento scolastico si fa online

Il nuovo anno scolastico 2020/2021 inizierà sicuramente in modo molto diverso.
Si fanno sempre più insistenti le voci di un decreto che potrebbe garantire la promozione a tutti gli studenti (ad eccezione dei maturandi) e l’annullamento dell’esame di terza media.
La decisione definitiva sarà presa nelle prossime settimane, ma se questo scenario si avverasse si verrebbe a creare una situazione senza precedenti: molti studenti potrebbero trovarsi all’ultimo momento a scegliere che scuola superiore frequentare, senza aver prima fatto un giusto percorso di orientamento scolastico.
Questa scelta, già difficile in tempi normali, potrebbe diventare ancora più complessa.

 

L’orientamento: perché è importante

L’orientamento scolastico è fondamentale per il percorso di ogni studente.
Il tempo dedicato alla ricerca e alla valutazione di desideri e inclinazioni personali permette ai ragazzi di conoscere sé stessi in modo più profondo; d’altra parte si possono considerare le strade dei diversi percorsi scolastici, dalla conoscenza teorica del liceo a quella pratica e operativa degli istituti tecnici e di formazione professionale. L’orientamento è essenziale perché, seppure sia sempre possibile cambiare direzione, l’ideale è poter fare la scelta giusta sin dall’inizio.

 

Scegliere la scuola: cos’è cambiato

L’emergenza in corso sta cambiando gran parte di tutto ciò.
Ovviamente non sarà consentito visitare fisicamente le scuole e quindi non sarà possibile vedere e toccare con mano materiali di studio e laboratori, inoltre sarà più difficile socializzare con futuri compagni di classe e docenti. In questa crisi però, se c’è un’opportunità da cogliere, è quella che offre il mondo digitale.

Infatti, in questi mesi stiamo scoprendo le grandi possibilità che la didattica scolastica online ci può offrire: con la forzata sospensione delle attività tradizionali, questa è la migliore soluzione per mantenere la continuità ed evitare di bloccare la vita degli studenti.
È necessario ricordare che, nonostante tutto, il mondo non rimarrà fermo per sempre: un giorno gli studenti torneranno tra i banchi di scuola, e il giorno dopo ancora entreranno finalmente nel mondo del lavoro.

 

La formazione professionale: consigli da seguire

Nella scelta della scuola superiore è importante tener conto delle proprie passioni e inclinazioni, tenendo a mente che, se si vuole intraprendere una carriera lavorativa immediatamente dopo gli studi, un’ottima opzione è data dalle scuole di formazione professionaleCon una possibilità in più rispetto al passato: chiudere il ciclo di studi frequentando il 4° anno della Formazione Professionale ed acquisire il diploma di Tecnico oppure passare, con molta più facilità rispetto al passato, dalla Formazione Professionale regionale alla scuola superiore di Stato.

Ora più che mai è utile rivolgersi a quante più persone possibili, amici, parenti e docenti, per valutare la scelta del proprio percorso attraverso le loro esperienze e i loro consigli.

 

L’orientamento scolastico online di CFP Trissino

Il servizio di orientamento dell’Istituto CFP Trissino è rivolto a studenti provenienti dalla scuola media, oppure ai ragazzi già inseriti in scuole superiori che vogliono cambiare indirizzo. Tra le varie attività offerte, vengono organizzati colloqui per l’analisi dei bisogni e la messa a fuoco delle aspettative personali, con l’obiettivo di aiutare nella scelta della scuola, del percorso formativo o del passaggio tra scuole e percorsi.

L’Istituto si adatta alla situazione attuale, organizzando degli incontri online di orientamento scolastico per tutti coloro che vogliano approfondire la conoscenza delle offerte formative. Tramite questi sarà possibile individuare punti di forza e di debolezza degli studenti, per facilitare una scelta scolastica consapevole. Inoltre, lo staff si mette a completa disposizione per concordare modalità alternative per approfondire la conoscenza della scuola.

È possibile contattare l’Ufficio Orientamento telefonando allo 0445 962022, mandando un messaggio WhatsApp al numero 327 1323022 o scrivendo una e-mail a orienta@cfptrissino.it.

 

Formazione a distanza: come e perché funziona

Nella situazione atipica in cui ci troviamo oggi, il diritto all’istruzione per gli studenti può essere garantito solo con la Formazione A Distanza (FAD), e non ci sono dubbi sul fatto che questa vada fatta e mantenuta fintanto che sarà necessario.
Noi di CFP Trissino crediamo sia fondamentale che gli studenti vengano raggiunti e che non si sentano mai soli, e che i docenti si sentano coinvolti in un’atmosfera di comunità.
Quindi, quali sono i metodi di formazione a distanza che stiamo applicando e quali sono le cose da tenere a mente?

 

Obiettivi e risultati

Gli obiettivi e i risultati della FAD non sono gli stessi di una lezione frontale.
È necessario più che mai raggiungere tutti gli studenti non solo tramite la video lezione, ma anche attraverso attività e compiti che possano eseguire ed organizzare in autonomia, sempre sotto la guida dei docenti.
Si tratta di individuare un giusto equilibrio tra l’essere presenti ed avere un contatto costante, non risultando oppressivi e soffocanti (e non sovraccaricando i collegamenti internet).

 

Principi fondamentali

Le soluzioni adottate devono avere due caratteristiche chiave: flessibilità e rapidità.
Non è utile, in questo momento, lasciarsi fermare da iter burocratici limitanti, dai vincoli rigidi della gestione degli strumenti e quant’altro, poiché una situazione straordinaria richiede metodi straordinari, al fine di riuscire al meglio. Serve garantire flessibilità ed apertura, cercando di dare una nuova routine agli studenti che li possa rassicurare e dar loro un nuovo equilibrio.

 

Lezioni online

Le video lezioni, o lezioni online, sono utili per accompagnare gli studenti e farli sentire seguiti. Queste devono essere regolari e cadenzate correttamente, ma non devono essere onnipresenti o assillanti. Per mantenere il giusto contatto prima, durante e dopo la lezione si possono utilizzare anche altri mezzi di comunicazione: video registrati, messaggi scritti, messaggi audio… È necessario quanto più possibile evitare la tipica “lezione frontale” diretta.

 

Materiale didattico

Allo stesso tempo, serve impostare un metodo didattico che occupi gli studenti in modo autonomo, preparando e organizzando i materiali con cura e con attenzione.
Le attività che gli studenti possono svolgere in autonomia produrranno dei risultati, che andranno condivisi e corretti assieme, valutando punti di forza e di debolezza e mantenendo il contatto e il confronto con tutti i ragazzi.
Questo momento di incontro è utile per analizzare i lavori fatti, rivederli e discuterli insieme, anche attraverso diverse piattaforme online, come forum di discussione, via email etc.

 

Interrogazioni e compiti in classe

Valutare gli studenti è fondamentale. Ma non si tratta solamente di dare dei voti!
La valutazione scolastica deve avere una valenza formativa e deve riuscire a spiegare agli studenti i propri punti di forza e debolezza. Chiaramente, compiti in classe ed interrogazioni devono essere pensati ed effettuati con metodi diversi ed alternativi, tenendo a mente che molto spesso “sapere” non significa “imparare a memoria”.
Inoltre, per un coordinamento lineare in termini di orari, lezioni, carichi di studio e valutazioni, è fondamentale mantenere uno spirito di collegialità e di cooperazione tra docenti.

CFP Trissino e la formazione a distanza

ll 16 marzo l’Istituto ha concluso la scelta e la modalità d’uso delle piattaforme FAD per tutti gli studenti. Viene consentito l’utilizzo di diversi dispositivi mobile (tablet, pc, smartphone) e di nuove soluzioni di formazione e comunicazione via app (Zoom e WhatsApp). Di seguito, alcune testimonianze di come la FAD si sia integrata nei corsi professionali: e per il nuovo anno scolastico 2020/2021, le novità non finiranno qui…

cfp trissino formazione distanza corso elettrico

Elettrico/Automazione: gli studenti del 2° anno hanno seguito la video lezione del Prof. Mauro Marzegan, effettuando test sulle prove di misure elettriche e sull’uso degli strumenti.

cfp trissino formazione a distanza servizi vendita

Servizi di Vendita: sono state realizzate delle lezioni online di Vetrinistica a cura della Prof.ssa Genny Maero, assieme a degli esercizi di Allestimenti in tema Calzature e Outfit proposti dalla classe 1° AV.

cfp trissino formazione distanza acconciatura

Acconciatura/Benessere: la Prof.ssa Paola Gattazzo ha presentato ai ragazzi della 1° BEN una video lezione sulla corretta esecuzione del lavaggio con shampoo; in un’altra occasione la Prof.ssa Erica Pagano ha tenuto online la lezione sulla comunicazione e il rapporto con il cliente.

cfp trissino formazione a distanza corso autoriparazione

Autoriparazione: i Prof. Franco Marangon e Andrea Cavaggion riescono a produrre i propri laboratori video di autoriparazione direttamente dall’officina dell’Istituto.

cfp trissino formazione a distanza corso pasticceria panetteria

Pasticceria/Panetteria: il Prof. Giorgio Ortelli ha insegnato a distanza ai ragazzi del 1° anno la preparazione dei bignè; mentre il Prof. Enrico Dall’Alba ha valutato i compiti dei propri allievi, che hanno creato dolci di alta pasticceria nella propria cucina di casa.

cfp trissino formazione a distanza corso meccanico

Meccanico: direttamente dall’officina macchine utensili, il Prof. Angelino Balestro svolge una lezione in videoconferenza con gli studenti del corso per Operatore CNC.

La testimonianza di Jelena, 2° anno del Corso Servizi di Vendita
Innanzitutto vorrei ringraziare il dirigente scolastico e i docenti per il sostegno, l’incoraggiamento e la speranza di farcela a passare l’anno scolastico nonostante le difficoltà e soprattutto per aver dato il via alla FAD, ovvero Formazione A Distanza. (…) Per me è stata una nuova esperienza, faticosa all’inizio per il semplice fatto che era strano non essere in classe con i miei compagni e professori, ma con l’aiuto dei nostri docenti che ci incoraggiano ogni giorno creiamo la stessa atmosfera come se fossimo in classe tutti insieme. (…) Ci leghiamo sempre di più dimostrando che insieme siamo più forti, che insieme ce la faremo e soprattutto che insieme tutto diventa più facile e sereno.

La testimonianza di Luka, 1° anno del Corso Operatore Elettrico
(…) Mi piace fare lezione online, mi sto trovando molto bene sia con i professori che con i compagni, con le verifiche e le interrogazioni si è molto organizzati. (…) Alle volte è più difficile comunicare senza guardarci negli occhi o magari chiarire qualche incomprensione legata a questioni didattiche (…) ma la cosa bella è che almeno riusciamo a vederci e a parlare assieme, il contatto fisico manca molto ma è importante che riusciamo ad essere comunque una classe, anche in questo momento difficile.